Attività 2010

Il bilancio 2009 e il programma 2010

Si è concluso un 2009 che ha portato maggior consapevolezza e maggior responsabilità a tutti noi, come associazione e come famiglie.
La consapevolezza che la guarigione esiste, che esiste un percorso di guarigione, di miglioramento, di felicità possibile nonostante i sintomi del disagio mentale, nonostante la forza del male che affrontiamo.
La responsabilità di sapere che ognuno di noi deve fare il suo percorso di guarigione, che ognuno di noi può migliorare, nessuno può dare ad un altro la speranza che non ha. E la speranza, è la base del percorso di guarigione di chiunque.
La speranza intesa non come illusione di ritorno al passato, ma come convinzione tenace di miglioramento giorno dopo giorno di tutti noi, famigliari e famiglie.

266 La consapevolezza che possiamo acquisire risorse per il nostro percorso di guarigione.
La responsabilità di agire per farlo: nel 2009 abbiamo attivato molti modi di avere maggiori risorse: dai gruppi di auto mutuo aiuto ai corsi di formazione in collaborazione con i servizi dell’usl a corsi auto gestiti.
La consapevolezza di essere importanti, come famiglie, rispetto ai nostri famigliari.
E’ stato detto anche al recente incontro di Trieste: “l’effetto positivo delle famiglie vale quanto quello positivo dei medicinali”.
Sapere che possiamo fare la differenza nel percorso di guarigione dei nostri famigliari è fondamentale per passare dal sentirci “parte del problema” a sentirci “parte attiva della soluzione”.
La consapevolezza che per i servizi stessi siamo un riferimento e una risorsa, siamo loro partner nella produzione di salute mentale per i nostri famigliari e per la comunità.
Nel 2009 ci siamo presi la responsabilità di organizzare, in collaborazione con i servizi, un convegno su “comunicare la salute mentale”, un segno per fare passare una nuova cultura della salute mentale, che non riguarda pochi sfortunati, ma che riguarda tutti, in quanto esseri umani dotati di una mente.

La consapevolezza  rispetto al nostro ruolo di associazione, di gruppo di pressione sociale: le associazioni sono importanti per fare succedere quei cambiamenti che portano ad un modo migliore di fare salute mentale.
In funzione di questa maggior consapevolezza e responsabilità vogliamo impostare un 2010 principalmente su 3 linee guida.

La formazione delle famiglie:
per continuare a dare sempre maggiori supporti e risorse ai famigliari e renderli protagonisti di questo percorso di guarigione.
Continueremo con la formazione in collaborazione con il DSM, quella auto gestita, i gruppi di auto mutuo aiuto, gli incontri con persone che possano trasmetterci idee e strumenti di crescita e miglioramento.
(Abbiamo in cantiere varie idee tra cui incontri con ex-utenti che hanno completato la maggior parte del loro percorso di guarigione, incontri con altri gruppi di famiglie in altre zone d’Italia, ecc.).

La comunicazione e la crescita della nostra associazione:
sono due cose che viaggiano insieme: da un lato parlare sempre più e nei termini più efficaci, di salute mentale, dall’altra fare crescere gli associati al nostro gruppo.
Le famiglie vengono da noi tanto più, quante più risposte hanno da noi, tanto più quante più risorse trovano.
Vogliamo parlare di un nuovo modo di intendere la salute mentale ai giornali, alle radio, alle tv locali, nelle piazze, in tutti i posti dove ci sono persone, meglio se completamente a digiuno dell’argomento.
Stimoleremo il DSM per fare aumentare l’attività nel territorio, per aumentare l’ascolto e il peso delle persone con problemi di salute mentale, e il sostegno alle famiglie sempre nel territorio.

Il lavoro:
i nostri famigliari come molti oggigiorno soffrono della mancanza di un’occupazione, noi vogliamo essere parte attiva nell’affrontare questo problema.
Vogliamo attivare e sollecitare le autorità, i servizi, le cooperative e anche le imprese private.
Vogliamo trovare anche nuovi modi di intendere l’attività lavorativa, non solo in funzione del reddito percepito, ma anche e soprattutto in funzione del percorso di guarigione, attivando collaborazioni e percorsi che generino ruolo sociale, consapevolezza del valore di sé, realizzazione delle proprie potenzialità, anche in ambito di volontariato.

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