Quarantennale della legge Basaglia

Quarantennale legge Basaglia

Una rivoluzione incompiuta

Si parla di portata rivoluzionaria della legge Basaglia o della legge 180, concordo con questa valutazione; già è stata una rivoluzione la chiusura dei manicomi, il superamento di una ingiustizia profonda a danno di molte migliaia di persone brutalizzate in residenze e contesti disumani ed escludenti. Oggi viviamo “un bel mondo”. (confronto fra mio figlio e una mia cognata)

Basaglia poi proponeva una seconda rivoluzione vale a dire il cambio di paradigma nell’affrontare la persona con disagio psichiatrico, è un cittadino e come tale va considerato non più un paziente e quindi si deve guardare in faccia il malato non la malattia. Questa seconda parte della legge è stata considerata ed attuata dove Basaglia e suoi collaboratori hanno operato e per alcuni anni in varie parti d’Italia, anche a Ravenna sono state attuate scelte positive per dare dignità alle persone con disagio poi a partire dagli anni 80 del secolo scorso quasi ovunque ha avuto il sopravvento la potenza farmacologica. Probabilmente la legge Basaglia non è stata al centro dei programmi universitari per diventare psichiatri o psicologi e nei territori, quasi ovunque si è preferito stare all’ombra dell’indirizzo psicofarmacologico non del tutto superando la cultura della pericolosità, purtroppo, e così non è decollata la seconda rivoluzione.

Nei primi anni 90 di fronte alla prospettiva di avere figli malati mentali in carriera, perché solo curati farmacologicamente e non presi in carico ed aiutati a fare percorsi di guarigione molte famiglie hanno dato vita all’associazionismo dei familiari . A Ravenna nel 1994 siamo sorti come Comitato e nel 1995 abbiamo dato vita a PORTE APERTE, associazione di familiari per la salute mentale poi da alcuni anni diventata Romagnola. Continua a leggere

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PROGETTO-OBIETTIVO “TUTELA DELLA SALUTE MENTALE 1994-1996”

PROGETTO-OBIETTIVO “TUTELA DELLA SALUTE MENTALE 1994-1996”
La riforma psichiatrica varata nel 1978 con la legge n.180, poi travasata nei contenuti sostanziali negli articoli 33 e seguenti della legge di riforma sanitaria 23 dicembre 1978, n.833, ha aperto la via a profondi cambiamenti culturali e organizzativi a tutti i livelli delle istituzioni pubbliche preposte al settore.
La nuova disciplina legislativa, infatti, ha postulato un diverso approccio alla malattia mentale, modificando gli obiettivi fondamentali dell’intervento pubblico dal controllo sociale dei malati di mente alla promozione della salute e alla prevenzione dei disturbi mentali e spostando l’asse portante delle istituzioni assistenziali dagli interventi fondati sul ricovero ospedaliero a quelli incentrati sui servizi territoriali. Continua a leggere

Proposte presentate al dr Tamagnini dell’AUSL Romagna

 

Gennaio 2018     Proposte presentate al dr Tamagnini dell’AUSL Romagna

 

Progetto Terapeutico-Riabilitativo Personalizzato: diffusione della pratica del PTRP (o PTRI) che deve sempre prevedere e promuovere il coinvolgimento dell’utente (e, col suo assenso, della rete familiare) e la sua formalizzazione attraverso la certificazione del “consenso informato”) . L’elaborazione, la gestione e il monitoraggio partecipati del PTRP deve diventare progressivamente, in tempi brevi-medi, il fulcro centrale e sistemico di tutto l’intervento nel campo della Salute Mentale, a partire dalla gestione degli esordi e dalle situazioni più gravi e complesse.

Continuità dei percorsi: va garantita  la continuità dei percorsi di cura e di riabilitazione-inclusione sociale, dalla fase adolescenziale alla età adulta/anziana ( superando l’attuale separatezza culturale, istituzionale e organizzativa tra NPSIA e Psichiatria Adulti/DP/DI).

Budget di salute: progressivo sviluppo del modello di intervento del BdS, con programmazione e    coordinamento a livello di Distretto e con la partecipazione di tutti gli attori istituzionali, professionali e sociali previsti (associazionismo degli utenti e dei familiari compreso); a partire dalla fase di sperimentazione in corso in alcuni distretti romagnoli  ( al cui monitoraggio vogliamo partecipare, anche se fino a poche settimane fa ne siamo stati tenuti all’oscuro);

Carenza di organici: va rapidamente superata l’ attuale pesante carenza di organici: occorrono assolutamente nuove assunzioni,  non necessariamente solo di psichiatri, vista la difficoltà di reperirli; non essendo più preminente questa figura professionale devono essere assunti altri professionisti ( psicologi, educatori, …) per aumentare quantità, qualità ed efficacia degli interventi psicoterapeutici e di inclusione sociale.

Formazione del personale e presa in carico globale della persona: sono necessari maggiori investimenti nella formazione del capitale umano del DSM attraverso lo sviluppo diffuso di attività di formazione/riconversione professionale orientate al modello di intervento bio-psico-sociale e alla pratica di lavoro in equìpe integrate/multiprofessionali. Formazione che consolidi la cultura e la competenza professionale della “presa in carico globale della persona” attraverso l’intervento socio-sanitario integrato capace di superare la fallimentare pratica attuale basata, esclusivamente o in assoluta prevalenza, sulla gestione ambulatoriale di psicofarmaci. Rispetto ai quali, del resto, andrebbe sempre garantita una somministrazione consensuale appropriata e periodicamente monitorata che ne permetta, nel contesto appunto di un più ampio intervento terapeutico-riabilitativo, una loro progressiva diminuzione, capace di limitarne e contrastarne i comprovati effetti collaterali negativi sulla salute anche fisica degli utenti (v. Audit e ricerca regionale in corso  ..). Presa in carico che sul versante dei bisogni di inclusione sociale necessita di un maggiore e più qualificato e integrato intervento degli attori pubblici delle politiche  dei Servizi Sociali, della Casa, della Istruzione, della Formazione e del Lavoro oltre che di altri attori e risorse (pubbliche, private  e privato-sociali) delle comunità locali. E’ perciò necessario, a livello distrettuale, avere sedi partecipate comuni di programmazione e gestione  degli interventi

Formazione utenti e familiari: avvio in ogni ambito territoriale/distrettuale di attività di formazione per le famiglie, per gli utenti e per i volontari dell’associazionismo (es., cicli di incontri di psico-educazione per familiari, formazione di facilitatori sociali/UFE utenti-familiari-esperti,…); specifiche attività di promozione e sostegno alla crescita dell’associazionismo degli utenti (particolarmente debole in Romagna).

Risparmi finanziari e reinvestimenti: reperimento di risorse finanziarie attraverso decise politiche di risparmio nella riduzione dei farmaci e delle residenze per reinvestirle sia in programmi di estensione e qualificazione di interventi verificati come centrali rispetto alla prospettiva della “recovery ( appartamenti supportati, formazione al lavoro e tirocini lavorativi, attività di inclusione sociale, …), sia in sperimentazione di progetti-modelli-metodi innovativi.

 

 

Monitoraggio e valutazione partecipata degli esiti dei programmi e delle attività di intervento: individuazione di indicatori, modalità e sedi (CUFO,…); in particolare, produzione periodica di report informativi e relativa organizzazione di regolari sessioni periodiche di confronto (es. Conferenza annuale o biennale sullo stato e le prospettive del sistema della Salute Mentale romagnola) capaci di operare documentati consuntivi valutativi e di individuare programmi di sviluppo e miglioramento degli indirizzi e delle pratiche concrete di intervento.

CSM (Centro Salute Mentale) deve essere con chiarezza centrale nei Servizi di Salute Mentale, ne ha la responsabilità del governo degli stessi e dei processi progettuali. Il CSM deve garantire maggior attenzione all’accoglienza degli utenti con adeguata informazione e spazi confortevoli

-“Durante e Dopo di Noi” è un problema relativamente nuovo e di notevole portata, la popolazione cresciuta dopo la chiusura dei manicomi è giunta ad una età in cui rimane senza famiglia oppure con genitori molto anziani. Servizi sociali e sanitari sono chiamati anche dalla recente legge sul “Dopo di Noi” ad intervenire per dare un aiuto alle persone sole e non autosufficienti. Al sanitario, in particolare, si chiede di partecipare alla progettazione per una soluzione abitativa ed a mettere a disposizione operatori domiciliari durante e Dopo di Noi.

CUFO: valorizzazione dei CUFO di ambito e del CUFO romagnolo (che però è ancora da costituire !) e della loro funzione centrale sia di monitoraggio e valutazione della attuazione concreta delle politiche e degli indirizzi operativi, che di proposta-progettazione dei necessari miglioramenti. Per quanto riguarda questo primo (ritardato)  anno di decollo dei quattro Cufo territoriali, ci risulta una grande e scoordinata differenza di situazioni e già mancanze o ritardi di ascolto per quelli che, costituitisi correttamente, hanno subito cominciato a lavorare e a elaborare prime analisi e richieste di confronto con le dirigenze del DSM e dell’AUSL.

“Dialogo Aperto” : chiediamo al Ministero della Sanità, all’Assessorato regionale alla Sanità e all’AUSL Romagna di allargare la sperimentazione del modello del “Dialogo Aperto” anche nel territorio romagnolo; prevedendo l’investimento di risorse formative aggiuntive allo scopo di costituire le relative equipe di operatori per il suo decollo.

Informazione, comunicazione, partecipazione . Chiediamo una più continuativa, sistematica e tempestiva informazione e diffusione alle associazioni di utenti e familiari di tutta la documentazione relativa agli atti di indirizzo e decisione dell’AUSL e del DSM romagnoli nel campo complessivo della Salute Mentale (NPIA,DP,DI, Psichiaria Adulti) al fine di comunicarla e diffonderla presso i nostri soci per alzare e qualificare  il nostro livello di informazione e   consapevolezza e quindi  il potenziale di partecipazione. A questo scopo sarebbe molto utile un investimento che (anche con la nostra collaborazione) permetta di utilizzare al meglio le nuove tecnologie informatiche.

L’anomalia cesenate: permane (e anzi si è aggravata) la critica situazione conflittuale nel DSM di Cesena ( tra la Direzione e numerosi medici, operatori, familiari/associazione “Porte Aperte”); situazione da noi da molto tempo denunciata e più volte messa a conoscenza della Dirigenza AUSL/DSM per l’individuazione (promessaci) di un suo superamento. Siamo disponibili a riverificarne i termini.

 

PORTE APERTE della Romagna

13 mesi senza contenzione all’SPDC di Ravenna

Anche PORTE APERTE della Romagna

Festeggia 13 mesi senza contenzione all’SPDC di Ravenna

 

Anche oggi, dopo al nostro convegno del 29 di settembre, ho sentito della buona musica. Siamo sulla strada giusta, in sintonia con quanto ha deciso l’ONU nell’aggiornare nel 2014 la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che afferma: ”Il diritto umano fondamentale alla parità di riconoscimento di fronte alla legge si applica a tutti, anche alle persone con disturbi mentali”. E ancora: ”L’autonomia individuale e la capacità delle persone con disabilità di prendere delle decisioni devono essere rispettate sempre, il che significa che le leggi in materia di salute mentale che consentono il trattamento forzato devono essere abolite”. E Infine: “Gli Stati membri hanno l’obbligo di richiedere che tutti i professionisti medici e sanitari (inclusi quelli psichiatrici) ottengano il consenso libero e informato delle persone con disabilità prima di qualsiasi trattamento”.

Inoltre l’art.10 del Decreto Legge “Disposizioni in materia di tutela della salute mentale volte all’attuazione e allo sviluppo dei principi di cui alla l.13 maggio 1978, n. 180” propone una modifica della legge 833/78 inserendo il seguente: “Nei confronti delle persone sottoposte a trattamento sanitario obbligatorio, è punita ogni violenza fisica e morale e non è ammessa alcuna forma di misura coercitiva che si configuri quale ulteriore restrizione della libertà personale”.

PORTE APERTE festeggia 13 mesi senza contenzione, una pratica traumatica pure per le famiglie. E’ anche un nostro risultato per il nostro ruolo di stimolo e controllo come ci riconosce anche il DG dr Tonini. Lo svolgiamo dal 1994, nel momento in cui la restaurazione psichiatrica si imponeva come un ariete, con la prepotenza esclusiva psicofarmacologica. Abbiamo vissuto rapporti conflittuali ed anche momenti di collaborazione per aiutare e supportare i nostri figli/familiari, i veri protagonisti, spesso non riconosciuti come tali, dell’avventura verso la salute mentale. Da un decennio abbiamo costruito un confronto molto utile coi Dirigenti, coi Medici e con gli Operatori dei SSM della provincia di Ravenna ed in questo contesto significativi miglioramenti ci sono stati; voglio ricordare molti percorsi di de istituzionalizzazione dalla residenza psichiatrica ai gruppi appartamento ed all’appartamento in autonomia. In questo periodo è maturata la rivoluzione che ha portato oggi a festeggiare la fine della contenzione. È stata questa una bella esperienza positiva, che ci fa dire che se si vuole si può.

PORTE APERTE continua ad incalzare per una presa in carico, ovunque, vera, anche nel territorio, altrimenti è più alto il rischio di momenti traumatici, col ritorno alla contenzione.

(Intervento di Cellini Valerio alla festa del 4 ottobre)

 

Convegno sulla disabilità

Appuntamento al 28 gennaio, organizzato anche da Porte Aperte, al quale interverremo con la nostra posizione sulla disabilità per la quale c’è nuova e interessante normativa  che coinvolge anche noi.

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Appello per la Salute Mentale

Pubblichiamo il testo dell’Appello per la Salute Mentale promosso dalla SIEP – che è stato fatto proprio dalla (indicare nome o Associazione) rivolto alle Istituzioni Regionali e Nazionali per restituire priorità al tema della Salute Mentale di Comunità, oggi letteralmente sparita dall’agenda politica sanitaria italiana. Riteniamo che ciò possa e debba essere realizzato innanzitutto attraverso una puntuale azione di conoscenza, diffusa, partecipata, trasparente, che coinvolga tutti i portatori di interessi. L’assenza di dati certi su quanto, come e con quali risultati vengono perseguite le politiche di salute mentale nel nostro Paese è tanto più grave se si considera l’impietosa denuncia che sul tema ha prodotto solo 3 anni fa la Commissione Parlamentare di Inchiesta sul Servizio Sanitario.
L’Appello è sottoscritto dalla maggior parte dei Direttori dei DSM italiani. E’ la prima volta che i responsabili delle strutture sanitarie deputate a realizzare i principi della Riforma del 1978 fanno sentire coerentemente la propria voce, sottolineando la contraddizione tra l’aumento della domanda di assistenza, cui i Servizi sono chiamati a far fronte, e l’inadeguatezza dei meccanismi organizzativi e di finanziamento. Le scelte adottate negli ultimi anni, infatti, stanno di fatto impoverendo la capacità di risposta dei Servizi Territoriali, vere pietre angolari della Salute Mentale di Comunità. E’ un processo questo che siamo certi non corrisponda alle intenzioni degli Amministratori e tantomeno dei Professionisti o degli Utenti e dei loro Familiari. E tuttavia esso prosegue, sotto traccia, in modo quasi ineluttabile, minando la motivazione degli operatori, annientando la speranza dei cittadini.
Quello che chiediamo non ha la portata della rivoluzione culturale operata con la 180: molto più modestamente chiediamo di far luce su quanto si fa e non si fa in Salute Mentale nelle Regioni Italiane e sulla dissociazione, non più tollerabile, tra enunciazione di principi e pratiche reali.
Aderire, sia individualmente che in nome delle Associazioni che si rappresentano, è semplice: basta inviare una mail all’indirizzo  appellosalutementale@gmail.com scrivendo nell’oggetto o nel corpo del messaggio  “ADERISCO” e, se si vuole, le proprie osservazioni o commenti.

Vi chiediamo di diffondere l’Appello ai vostri contatti, sui vostri siti, nei forum di discussione, perché esso possa giungere al maggior numero possibile di persone interessate.
Raccoglieremo le adesioni sino al 10 ottobre p.v. per giungere successivamente ad un’occasione pubblica di confronto con i rappresentanti istituzionali, della quale daremo ampia informazione.

appello-per-la-salute-mentale-siep   pdf scaricabile

25 settembre 2016

 

Incontro tra i dirigenti del nuovo D.S.M.R.

 Il  18 febbraio 2016 – alle ore 9.00  importante incontro nei Locali AUSL
di Pievesestina – Cesena.

tra le Associazioni dei familiari:

  • PORTE APERTE della Romagna,
  • Se questo è un Uomo di Cesena,
  • Orizzonti Nuovi di Rimini,
  • AMA la Vita di Ravenna

e il dr Ravani, i suoi collaboratori,
Dirigenti del nuovo Dipartimento Salute Mentale Romagnolo. Continua a leggere

Viaggio di salute mentale in Romagna – tele San Marino

Viaggio di salute mentale in Romagna – Progetto Coleman

Il racconto del progetto da parte di Tele San Marino:

In attesa dei risultati della ricerca che si sta conducendo su questi 3 mesi di progetto che ci ha visti impegnati come organizzatori e promotori, vogliamo ringraziare chi ci ha sostenuto e mostrare il servizio che SMTV San Marino ci ha dedicato.

Il progetto è stato realizzato con la collaborazione di:

JPG fcrr_centrato NUOVO Logo Fondazione BM Faenza logo fondazione Con il contributo di LOGO FONDAZIONE ROMAGNA SOLIDALE ONLUS

Comet, Orogel, Trony, La casa del parmigiano (e tanti altri che hanno preferito rimanere nell’anonimato)

Per vedere il servizio clicca qui o copia il link sottostante nel tuo browser.

http://www.smtvsanmarino.sm/video/attualita/faenza-porte-aperte-guarigione-dalla-malattia-mentale-24-08-2013

Il preludio al progetto: Continua a leggere

Oltre il giardino Ravenna

oltre-il-giardino-2L’ 8 maggio 2011 è stato inaugurato, dedicandolo a Franco Basaglia, lo psichiatra che fu il principale fautore della legge 180 per la chiusura dei manicomi il giardino che fiancheggia il Nuovo Centro di Salute Mentale, che ha lasciato la storica sede del quartiere Sant’Agata e si è  trasferito a Ponte Nuovo-Ravenna, in piazza della Magnolia.

Alla cerimonia erano presenti la figlia di Franco Basaglia, il Sindaco di Ravenna, l’Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Ravenna e il Presidente della Seconda Circoscrizione, le Associazioni dei familiari “Porte Aperte” e “Ama la Vita“.

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