Lo Statuto

STATUTO

Statuto Porte Aperte Romagna 2014  (pdf scaricabile)
Porte Aperte Associazione per la Salute Mentale della Romagna – ONLUS
Art. 1 – DENOMINAZIONE E SEDE
Nello spirito della Costituzione della Repubblica Italiana, in ossequio ai principi contenuti nella legge 11.8.1991 n. 266 e in base agli articoli 36 e seguenti del Codice
Civile è costituita con sede in Ravenna, presso la” Casa del Volontariato” sita in Via
Oriani n. 44, una Associazione di volontariato denominata “ PORTE APERTE PER LASALUTE MENTALE DELLA ROMAGNA – ONLUS”
articolata in Aree Territoriali in linea di massima coincidenti con i Distretti Sanitari AUSL.
Un eventuale cambio di sede non comporta variazioni dello Statuto.
Art. 2 – DEFINIZIONE – FINALITÁ E SCOPI
L’Associazione è un centro di vita associativa a carattere volontario e democratico
la cui attività, svolta in modo spontaneo e gratuito, è espressione di solidarietà,
partecipazione e pluralismo.
Essa non ha alcun fine di lucro anche indiretto ed opera per fini di solidarietà ed altruismo. L’Associazione s’ispira ad una cultura democratica e apartitica.
L’Associazione promuove la convivenza civile, la tolleranza e la difesa della libertà,
dei diritti umani e civili.
Come associazione di volontariato si avvale, in modo determinante e prevalente, delle prestazioni personali, spontanee e gratuite dei propri soci, prestazioni prevalenti sia qualitativamente che quantitativamente rispetto ad eventuali apporti professionali di cui l’associazione possa avvalersi.

Art. 3 – OBIETTIVI
L’Associazione, consapevole che la malattia mentale è molto più complessa delle altre patologie mediche e che la terapia è basata fondamentalmente sul rapporto malato-operatori-famiglia-società, con spirito solidaristico si propone di :
a) difendere i diritti delle persone portatrici di malattia, così come richiamato dalla risoluzione ONU contenente i “principi per la protezione delle persone affette da malattia mentale e per il miglioramento dell’assistenza psichiatrica” e fornire supporto a tutti coloro che si adoperano per garantire ad essi una adeguata assistenza ( famigliari, amici, etc. );
b) promuovere una cultura della solidarietà come concreta promozione dei diritti e come cultura della responsabilità;
c) sviluppare iniziative di solidarietà sia verso i soci che verso terzi ;
d) sollecitare lo svolgimento della vita associativa e favorire lo scambio di idee, esperienze e conoscenze fra i soci per meglio conseguire fini di solidarietà ;
e) attuare tutte quelle forme d’aiuto alle persone più deboli o in situazioni di
emarginazione sociale e per prevenire forme di disagio sociale ;
f) al fine di rendere più forte il ruolo di solidarietà del volontariato l’Associazione potrà attivare, in collaborazione con altre Associazioni, coordinamenti e/o cooperative sociali, iniziative e progetti comuni.
In particolare l’Associazione per perseguire i propri obiettivi intende :

1) diffondere una maggiore conoscenza della malattia mentale attraverso incontri
e seminari, convinta che l’approccio culturale renderà più efficace la solidarietà, meno gravosa l’emarginazione;

2) richiamare gli organi legislativi ed amministrativi dello Stato, degli enti locali e delle forze politiche affinché siano applicate e rispettate: la legge di riforma psichiatrica 13.05.1978 n. 180, la legge 23.12.1978 n. 833 nonché il DPR 10.11.1999 “Progetto Obiettivo Tutela della Salute Mentale 1998/2000 “ e tutte quelle norme volte a favorire l’inserimento Sociale e lavorativo delle persone svantaggiate, oltre a favorire il miglioramento di suddette Leggi alla luce delle esperienze applicative positive e negative fino ad oggi maturate;
3) prestare altresì la propria collaborazione ai predetti Enti per il conseguimento, nel comune interesse, dei migliori risultati;
4) stimolare nelle strutture e attività del Dipartimento di Salute Mentale il migliore utilizzo delle risorse disponibili ( sia in personale che mezzi ) e innovamenti,migliorativi attinenti la cura e il reinserimento sociale dei pazienti ;<
5) sollecitare gli amministratori comunali , regionali e nazionali per l’ottenimento di eventuali maggiori risorse economiche e innovamenti migliorativi attinenti la psichiatria;
6) battersi contro tutte le possibili inadempienze pubbliche e private che violassero la
legge denunciandole pubblicamente, sia in sede politica che amministrativa, sia in
sede giudiziaria, ove ci siano gli estremi che lo giustificano;
7) studiare, dibattere, impostare tutte le iniziative idonee al recupero delle persone
avvalendosi, per l’assolvimento di tale compito, della collaborazione di esperti in ogni campo.
Art. 4
L’attività di volontariato non è retribuita neppure dal beneficiario. Possono soltanto essere rimborsate le spese effettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata.
Art. 5 – I SOCI
5.1 – Il numero dei soci è illimitato .Possono aderire all’Associazione tutte le persone che
ne condividono le finalità e gli obiettivi e che sono mosse da spirito di solidarietà.
Per essere ammessi a socio è necessario presentare domanda al Consiglio Direttivo
compilando la scheda di adesione, è compito del Consiglio Direttivo ratificare tale
ammissione entro 30 giorni.
I soci hanno diritto di frequentare i locali dell’Associazione e hanno il dovere di
partecipare alle assemblee sociali, in particolare a quelle attinenti l’approvazione del bilancio, l’elezione delle cariche sociali e la discussione dei progetti annuali, onde garantire la massima democraticità della struttura.
Con riferimento all’art. 2 della legge n. 266/91 che prevede come opera di volontariato
“quella prestata in modo spontaneo e gratuito”, e pertanto un’azione della persona fisica, non possono svolgere attività di volontariato e far parte dell’Associazione: società persone giuridiche pubbliche o private – enti di fatto.
5.2 – I soci sono tenuti :

  1. a) al pagamento delle quote associative annuali e dei contributi democraticamente richiesti;
  2. b) all’osservanza dello statuto, degli eventuali regolamenti interni e delle deliberazioni prese dagli organi sociali.
  3. c) esclusione

I soci possono essere esclusi per l’inosservanza di quanto indicato al punto b) e per morosità.

L’esclusione è deliberata dal Consiglio Direttivo dopo aver ascoltato le giustificazioni della persona, la quale può richiedere che la decisione sia rimessa all’Assemblea dei soci.
Il numero dei soci non può essere inferiore ad un numero pari al doppio più uno dei
componenti il Consiglio Direttivo.

Art. 6 – PATRIMONIO SOCIALE – BILANCIO La dotazione patrimoniale dell’Associazione
costituisce il fondo comune della stessa.

Tale fondo è a tutela dei creditori ed è costituito dalle quote e dai contributi di aderenti

e di terzi, da erogazioni e lasciti anche in denaro, donazioni e proventi derivanti da attività marginali. I singoli associati non possono chiedere la divisione del fondo comune né pretendere la quota in caso di esclusione.

Il fondo comune, infatti, non può essere ripartito tra i soci né durante la vita dell’organizzazione né all’atto dello scioglimento.

Art. 7 – ESERCIZIO SOCIALE – BILANCIO

L’esercizio sociale va dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

Il bilancio è predisposto, in tempo utile, dal Tesoriere che lo presenta al Consiglio Direttivo ed è approvato dall’Assemblea dei Soci entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio.

L’Assemblea, che approva il bilancio, delibera sulla destinazione degli eventuali residui che dovranno essere utilizzati, in ogni caso, in armonia con le finalità statutarie dell’Associazione.

E’ assolutamente esclusa qualsiasi forma di ripartizione di utili fra i Soci.

Art. 8 – ASSEMBLEA E CONSIGLIO DIRETTIVO

8.1 – l’assemblea ordinaria dei Soci è convocata dal Consiglio Direttivo almeno una volta

l’anno, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio o quando ne fa richiesta motivata

almeno un decimo degli associati.

I compiti dell’Assemblea sono :

  1. a) elezione del Consiglio Direttivo;
  2. b) elezione del Presidente ;
  3. c) approvazione del bilancio ;
  4. d) modifica dello Statuto ;
  5. e) deliberazione sugli altri oggetti attinenti la gestione dell’Associazione riservati alla sua competenza dal presente Statuto o sottoposti al suo esame dal Consiglio Direttivo.

In prima convocazione l’Assemblea è regolarmente costituita con la presenza di almeno la metà più uno del corpo sociale, in seconda convocazione l’Assemblea è regolarmente

costituita qualunque sia il numero degli intervenuti. Sia in prima che in seconda convocazione l’Assemblea delibera validamente a maggioranza assoluta dei voti su tutti gli oggetti posti all’ordine del giorno.

8.2 – L’Assemblea in forma straordinaria è richiesta per lo scioglimento dell’Associazione ed è regolarmente costituita con la presenza di almeno la meta più uno del corpo sociale. Lo scioglimento è deliberato col voto favorevole dei tre quarti degli associati presenti o

rappresentati.

L’Assemblea in forma straordinaria è richiesta in caso di dimissioni anticipate del

Presidente, è convocata dal Consiglio Direttivo al quale il Presidente ha presentato le

dimissioni ed elegge il Presidente.

8.3 – L’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è presieduta dal Presidente o, in sua

nominato dall’assemblea stessa. Deve essere convocata mediante comunicazione scritta

ai Soci o mediante avviso telefonico o telematico almeno dieci giorni prima della datA

fissata per la prima convocazione. La convocazione deve contenere l’ordine del giorno,

il luogo, la data e l’orario dell’adunanza ed eventualmente la data e l’ora della seconda
convocazione. E’ ammessa la rappresentanza per delega, con un massimo di una delega
per Socio.

8.4 Le articolazioni territoriali, nelle rispettive assemblee, non possono adottare provvedimenti in contrasto col presente Statuto.

Art. 9 – IL PRESIDENTE

Il Presidente viene eletto dall’Assemblea con voto segreto e scelto, di regola, fra due candidati. In caso sia presente una sola candidatura la votazione avviene in modo palese.

Il Presidente rappresenta l’Associazione a tutti gli effetti. In caso di assenza o impedimento le sue funzioni spettano al Vicepresidente.

Il Presidente cura l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo ed, in caso di urgenza, ne assume i poteri, chiedendo allo stesso ratifica dei provvedimenti adottati nella riunione immediatamente successiva.

Il Presidente dura in carica tre anni, può essere rieletto per un massimo di altri due mandati.

Art. 10 – IL CONSIGLIO DIRETTIVO

Il Consiglio Direttivo, eletto dall’Assemblea, è formato da un minimo di cinque ad un massimo

di diciannove membri scelti fra gli associati.

Le Aree Territoriali sono tutte rappresentate nel Consiglio Direttivo.

Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente o, in caso di assenza, dal Vicepresidente.

I consiglieri restano in carica per un periodo di tre anni e sono rieleggibili senza limiti di
mandato.

Il Presidente, eletto dall’Assemblea, è componente di diritto del Consiglio Direttivo, pertanto non è inserito nell’elenco dei soci candidati per l’elezione, da parte dell’Assemblea, del Consiglio Direttivo stesso.

Il Consiglio Direttivo nomina fra i suoi membri il Vicepresidente, il Segretario e il Tesoriere.

Le cariche associative sono assolutamente gratuite.

Il Consiglio Direttivo è convocato di regola ogni mese, ma almeno una volta all’anno per la predisposizione del bilancio e ogni qualvolta il Presidente lo ritenga opportuno o quando un terzo dei componenti ne faccia richiesta. Assume le proprie deliberazioni con la presenza della maggioranza dei suoi membri ed il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti, non è ammessa delega e in caso di parità non prevale il voto del Presidente.

Il Consiglio Direttivo si riunisce inoltre ogni qualvolta è necessario deliberare su questioni di sua competenza, onde garantire una corretta amministrazione e la trasparenza dell’Associazione.

Al Consiglio Direttivo spetta :

  1. a) curare l’esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea ;
  2. b) redigere il bilancio consuntivo in forma analitica in ossequio a quanto disposto dall’ art.3

della Legge 266/91;

  1. c) predisporre il bilancio preventivo;
  2. d) deliberare sulle domande di nuove adesioni;
  3. e) provvedere agli affari di ordinaria e straordinaria amministrazione che non siano riservati

in modo esclusivo all’Assemblea dei Soci, ivi compresa la determinazione della quota

associativa annuale;

  1. f) ratificare, nella prima seduta successiva, i provvedimenti di propria competenza adottati dal Presidente per motivi di necessità e urgenza;
  2. g) predisporre eventuali regolamenti che dovranno essere approvati dall’Assemblea.

I verbali di ogni riunione del Consiglio Direttivo e di ogni Assemblea, redatti a cura del

Segretario e sottoscritti dallo stesso dovranno essere approvati nelle riunioni successive

e conservati agli atti.

Art, 11 – L’ESECUTIVO

L’Esecutivo è costituito dal Presidente, dal Vicepresidente, dal Segretario, da eventuali

responsabili di gruppi di lavoro permanenti e dai Coordinatori delle Aree Territoriali.

L’Esecutivo ha il compito di attuare le decisioni assunte dal Consiglio Direttivo ed eventuali altre si renda necessario assumere con urgenza, di queste deve dare immediatamente comunicazione ai componenti il Consiglio Direttivo.

Art. 12

L’Assemblea può nominare un organo di controllo con compiti di giustizia interna e per

vigilare sul rispetto della democraticità della struttura.

Art. 13 – SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE

In caso di scioglimento, deliberato con la maggioranza di cui all’art.8.2, ovvero se ed in

quanto applicabili con le modalità di cui all’art. 21 del Codice Civile, il patrimonio netto

residuo, dedotte le passività, è destinato ad altre organizzazioni di volontariato locale o

nazionale che operano per il raggiungimento delle medesime finalità, in ossequio a quanto

previsto al quarto comma dell’art. 4 della Legge 266/91.

Art. 14 – CLAUSOLA COMPROMISSORIA

Qualsiasi controversi in tema di rapporti associativi che insorgesse tra i soci o tra questi e

qualsiasi organo dell’associazione, sarà rimessa al giudizio di un arbitro amichevole

compositore che giudicherà secondo equità e senza formalità di procedura, dando luogo ad arbitrato irrituale. Il lodo dovrà essere pronunciato entro 30 giorni dall’accettazione

dell’arbitro, senza possibilità di concedere proroghe. Sede dell’arbitrato sarà Ravenna.

L’arbitro sarà scelto di comune accordo tra le parti contendenti; in mancanza di accordo

entro trenta giorni (decorrenti dalla data di richiesta formulata per iscritto che una delle

due parti fa pervenire all’altra di voler compromettere in arbitri la controversia) la nomina dell’arbitro sarà effettuata dal Presidente della Camera di Commercio di Ravenna. Sia l’associazione che il socio si danno atto e si impegnano a considerare la decisione arbitrale come manifestazione della propria volontà contrattuale, e a rispettarla come tale, ai sensi dell’art.1372 C.C.

L’adesione alla clausola compromissoria si ritiene espressa al momento della richiesta di

iscrizione, dovendo il socio leggere lo Statuto ed impegnarsi ad accettarlo.

Art. 15 – NORMA DI RINVIO

Per quanto non previsto dal presente Statuto valgono le norme del Codice Civile,

dell’eventuale regolamento interno e delle leggi vigenti, con particolare riferimento

alla Legge 11.08.1991 n. 266.

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...