Maggio 2017 NOTA

Maggio 2017     NOTA

Conosciamo da anni e con molta sofferenza Servizi di Salute Mentale (SSM) inadeguati, in larga misura, che si esprimono quasi esclusivamente con un indirizzo farmacologico, che in genere mantiene malata mentale una persona con disturbo psichiatrico.

Questo accade perché nell’AUSL Romagna, ma in genere in quasi tutto il Paese c’è un grosso problema di carenza di risorse e quindi di professionalità limitate all’utilizzo del farmaco con conseguente frattura molto penalizzante    col sociale e con la relazione.  Nel Centro di Salute Mentale (CSM), quasi esclusivamente con funzione ambulatoriale, operano pochi psichiatri con molti pazienti cadauno in una condizione negativa per i secondi e frustrante per i primi.

Non è possibile continuare in queste condizioni

Occorre una svolta nel Dipartimento di Salute Mentale (DSM) romagnolo, dal 2015 PORTE APERTE della Romagna assieme ad altre Associazioni dei familiari la chiedono ai nuovi Dirigenti AUSL e del DSM, purtroppo non c’è ascolto.

Cosa chiediamo

Il superamento del solo intervento farmacologico e l’attuazione della presa in carico reale e continuativa. Per questo occorre spendere meglio le risorse, riducendo i farmaci e i ricoveri in Residenze psichiatriche, ed aumentarle per fare fronte al bisogno della persona di interventi anche psicoterapici e sociali, possibili appunto con più risorse umane e più competenti, che operano in équipe multidisciplinari e con lo strumento del Progetto Terapeutico Riabilitativo Personalizzato (PTRP). Sono necessari poi verifiche e valutazione degli esiti del lavoro svolto ed il monitoraggio della salute mentale degli utenti.

Manifestiamo malessere e proposte partendo dalle  gravi condizioni in cui ci troviamo ma anche perché in presenza di una normativa che dovrebbe consentire SSM adeguati: ci riferiamo all’articolo 32 della nostra Costituzione che recita che la salute è un diritto per tutti, chiediamo ancora l’applicazione della legge 180/78, in base alla quale il malato mentale va aiutato nel territorio a recuperarsi.

Più recentemente l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha predisposto un
Piano d’azione globale per la salute mentale 2013-2020,
sollecitando gli stati membri a “dare la debita priorità alla salute mentale ed a riorganizzarla, includendo la promozione della salute mentale, la prevenzione dei disturbi mentali, l’offerta di cure, di un sostegno e di trattamenti sanitari e di sviluppo, destinando risorse sufficienti a questo scopo”.
Questo piano è stato recepito dall’Europa che lo esplicita con 7 obiettivi importanti.

Anche la Conferenza Stato-Regioni ha approvato un documento “Piano di azioni nazionale sulla salute mentale” molto avanzato, ci piace molto perché ha il taglio giusto per prendere in carico globalmente le persona, ha un neo gigantesco, recita all’art.1

“Alle attività previste dal presente accordo si provvede nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

Questo mentre in Europa, l’Italia, per la salute mentale, spende meno della metà di Germania, Francia e Gran Bretagna, occorre perciò un Piano Speciale Nazionale da più parti richiesto; dall’Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale (UNASAM), che ha denunciato recentemente in una lettera inviata alla Ministra della salute Beatrice Lorenzin ed ai Presidenti delle Regioni gravi carenze di personale e di figure professionali previste dal Progetto Obiettivo Nazionale della Salute Mentale e chiede che il Ministro obblighi le Regioni ad attuare il Piano d’azione dell’OMS,  dell’Europa e quello nazionale 2013-2020.    La Società Italiana di Psichiatria (SIP) ed il Coordinamento Toscano delle Associazioni per la SM,  ritengono che un Fondo a favore della SM sia pari almeno al 6% del Fondo Sanitario Nazionale (FSN), e  che affronti in gran parte  il problema delle risorse.

Non siamo soli quindi in queste nostre denunce e richieste. Nel 2013 la Società Italiana di Psichiatria (SIP) ha presentato una ricerca sullo stato dei Centri psichiatrici e conseguente allarme: “Personale dimezzato, Dipartimenti di Salute Mentale  in ginocchio”. Nel 2016 la Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (SIEP) a seguito di un forte aumento della popolazione bisognosa di interventi dei SSM ha inviato una Lettera Appello per la Salute Mentale ai presidenti delle Regioni ed al Ministro della Salute in cui afferma: “La risposta dei SSM sta assumendo caratteristiche sempre più riduttive, con gestioni orientate ad una produttività che rievoca la bipolarità ambulatorio/ospedale, impone la risposta farmacologica come strumento principale della cura e riduce fino ad azzerarli gli interventi psicoterapici e di inclusione sociale”.

PASSIAMO dalle PAROLE ai FATTI

e le Aziende Sanitarie la smettano di considerare i servizi del territorio e in particolar modo quelli di salute mentale marginali.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...