Il ruolo delle famiglie

Il ruolo delle famiglie nella promozione della salute mentale

Il ruolo delle famiglie nella promozione della salute mentale Quando si parla di salute mentale già si è fatto un grosso passo avanti rispetto a ragionare di “malattia mentale” o “disagio psichico”. Credo che le parole che si usano per descrivere le cose diano la direzione nella quale si guarda e anche la capacità di assumere l’atteggiamento più funzionale ad affrontare l’argomento.
La salute mentale riguarda tutti, come la salute fisica.
E come la salute fisica appartiene a ciascuno di noi in gradi diversi, c’è chi è in “gran forma” e chi “sta benino”, e chi sta affrontando una malattia.
Promuovere la salute mentale significa anzitutto promuovere una cultura di salute mentale.
Il ruolo delle famiglie nel fare questo si muove in due direzioni principali: una verso l’esterno e una verso l’interno.
Promuovere la salute mentale verso l’esterno significa fare capire a chi ha strane idee al riguardo (o non ne ha affatto) che perdere la salute mentale può capitare a qualunque persona e in qualunque momento, è una cosa può essere affrontata, e la salute, in gradi diversi, può essere riconquistata.

Promuovere la salute mentale verso l’interno significa rendere consapevoli le famiglie del loro ruolo nella situazione difficile che stanno affrontando, e dare loro gli strumenti per poter agire il più efficacemente possibile.
Significa fare toccare con mano ai familiari che quello che fanno o non fanno in questo contesto può fare la differenza, significa farli diventare parte attiva nel percorso di guarigione.

E se vogliamo parlare di salute mentale dobbiamo avere il coraggio di parlare anche di percorso di guarigione, intendendo con ciò il cammino quotidiano volto al miglioramento continuo della situazione.
Questo include promuovere occasioni nelle quali le famiglie possono confrontarsi e, sentendosi comprese da altre persone in situazioni simili alle proprie, scambiare esperienze consolidando comportamenti sempre più efficaci (gruppi di auto mutuo aiuto).

Include anche un certo ruolo di sollecitazione e verifica rispetto alle istituzioni.
Il percorso di guarigione coinvolge le famiglie anche nel saper vedere nei servizi preziosi alleati con i quali confrontarsi e supportarsi a vicenda, in un cammino che non sempre procede diretto e spedito, ma che proprio per la sua difficoltà richiede da parte di tutti gli attori la massima attenzione.

E spesso come la salute fisica tendiamo a darla “per scontata” salvo poi focalizzarci nella soluzione di “disfunzioni specifiche di salute” che chiamiamo spesso malattia.
Ci hanno spiegato molte cose sulle malattie fisiche e siamo in grado di “farcene una ragione”, ci sono i virus, le malattie ereditarie, le predisposizioni… accettiamo che ci si ammali prima o poi di qualcosa e che si curi una malattia.
Quando in una famiglia si presenta una situazione di “non salute mentale” diventa molto più difficile prima di tutto da accettare, la prima reazione è quella di voler sapere il perché, come se questo potesse automaticamente darci la soluzione.
Spesso si pensa che, come un virus, una volta individuato, si trovi “l’antivirus” e tutto torna a posto.
Spesso le famiglie si spaccano in accuse reciproche sulle “colpe” della situazione di “non salute”.
Spesso ci si arrabbia con i “dottori” che non trovano la “cura”.

Vogliamo capire il perché si è creata questa situazione e trovare il modo di curarla, come fosse una malattia fisica, come fosse un problema meccanico.
Spesso le famiglie si chiudono in questa fase di frustrazione e dolore, sentendosi impotenti di fronte al problema e “colpevoli” in qualche modo nei confronti della società.
Tutto questo non funziona.

Non funziona pensare che qualcun altro debba trovare la soluzione “meccanica” al problema, non funziona sentirsi in colpa, non funziona chiudersi nella propria sofferenza, non funziona “sacrificare la propria vita” al proprio famigliare (quasi ad espiare la responsabilità
di cui ci si sente investiti).

Cosa può fare una famiglia per promuovere la salute mentale?
Anzitutto parlare di salute mentale, capire che come la salute fisica ha diversi gradi di realizzazione e che non si passa da “sani” a “malati”, ma ci sono molti gradi intermedi di salute, e che questa cosa riguarda tutti.

Essere consapevoli che il fenomeno che si sta affrontando sia solo uno degli stadi di minor salute mentale possibile ma che si sta parlando di qualcosa che riguarda ogni singola persona vivente è uno dei passaggi più importanti da fare.
Sapere che si sta affrontando qualcosa che è normale, è alla base della vita, cioè una rappresentazione della salute mentale delle persone è fondamentale.
Non siamo persone a cui è capitata una disgrazia unica e disgiunta dalla “vita reale” ma siamo persone che sono al confronto con uno stadio estremo e particolare di salute mentale, la stessa salute che in misura diversa vivono tutte le persone intorno a noi.

Consapevoli di questo possiamo parlare serenamente di quello che ci sta succedendo, possiamo confrontarci tra noi, cercare altre famiglie che ancora non hanno capito, non hanno accettato la malattia, possiamo condividere con loro strumenti e approcci al problema che sono più efficaci.

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